Ah, ma è Lercio
Negli ultimi anni la definizione di “fake news” è stata spesso usata in maniera sbrigativa e generica per descrivere qualsiasi tipo di notizia falsa o sostenuta tale – soprattutto nel linguaggio della politica, o in generale quando qualcuno cerca di smentire un’informazione che lo riguarda – confondendo il suo significato letterale con il più esteso dibattito sulla disinformazione in questi anni. “Notizie false”, poi, è un’espressione che assume tutt’altro valore se la falsità è palese: che è un formato tradizionale della satira. Le persone che lavorano a Lercio, popolarissimo sito italiano di notizie satiriche, sono state spesso costrette a ricordarlo, negli anni del loro lavoro. «A noi piace dire che diamo notizie false che vogliamo sembrino false, ma che trasmettono un messaggio vero. Mentre le fake news sono notizie false, che si vuole che sembrino vere, e che trasmettono un messaggio falso», dice Andrea Michielotto di Lercio.
L’obiettivo di Lercio non è mai stato scrivere notizie che possano essere davvero prese per vere – sebbene qualcuno si sia comunque confuso in diverse occasioni (ci torniamo) – ma fare satira, sulla realtà e su come vengono presentate le notizie da parte dei mezzi d’informazione e nella discussione pubblica. La parodia giornalistica in Italia ha predecessori illustri, come le riviste settimanali satiriche Il Male (attiva tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta e responsabile di alcune famose ingannevoli imitazioni di quotidiani) e Cuore (inserto nato come allegato all’Unità dal 1989 e poi autonomo e di grande diffusione), o il mensile livornese il Vernacoliere, pubblicato tuttora. Michielotto li cita come «un po’ i nostri padri nobili», nonostante siano giornali cartacei, anche perché «nessuno prima di noi faceva la parodia del giornalismo sul web». Lercio però non è una testata giornalistica e non è fatto da giornalisti: ci sono ventidue persone che pensano e scrivono i contenuti, ma lo fanno per hobby e hanno altri lavori che considerano principali (tutti lavori molto diversi tra loro, e che in pochi casi hanno a che fare con la comicità).
Una celebre prima pagina di Paese Sera falsificata dal giornale satirico Il Male, in cui si diceva che l’attore Ugo Tognazzi fosse stato scoperto come capo delle Brigate Rosse (quel giorno furono falsificate anche le prime pagine del Giorno e della Stampa per rendere la notizia più credibile)
Negli anni però l’organizzazione interna di Lercio è diventata sempre più simile a quella di una redazione: c’è un gruppo più ristretto che ha funzioni di coordinamento e altri sottogruppi che si occupano più specificamente di alcune mansioni (per esempio i social). Ogni giorno vengono pubblicate tre notizie inedite: un articolo lungo e due di quelle che vengono chiamate “breaking news”, notizie che hanno solo il titolo. Poi ci sono alcune rubriche fisse, come gli annunci (3 a settimana) e la pubblicazione di articoli dei lettori al sabato. Ci sono riunioni per decidere i temi (o decidere come coprire certi temi irrinunciabili, per esempio le elezioni) e, una volta scelti, momenti in cui si raccolgono le battute che verranno poi scremate fino alla pubblicazione. Gli articoli lunghi vengono riletti da più persone, che prima correggono la forma e i refusi, poi discutono di come si potrebbero migliorare certe battute o di inserirne altre.